Reebok

Quando si parla di Reebok non va mai dimenticato che ad un certo punto nella sua storia il brand aveva un team i cui nomi comprendevano da 50 Cent a Jay Z, da Allen Iverson a Stevie Williams, ma la freschezza di Reebok è iniziata molto prima. Se gli skaters hanno stampato in testa il poster di Kareem Campbell su Big Brother Magazine dove skatea con le Reebok Workout al World Park tutto ricoperto di graffiti, i giocatori di basket hanno in mente l’indimenticabile Reebok Pump che faceva impazzire l’NBA, con Shaquille O’Neal in testa.  Chi potrebbe mai dire che tutto questo è partito da un artigiano di nome Joseph William Foster che realizzava in Inghilterra delle scarpe chiodate per fare running? La sua azienda fondata nel 1900 si chiama J.W. Foster (diventata in seguito J.W. Foster & Sons).  Le sue calzature iniziano a fare parlare di loro a tal punto che verranno poi indossate anche alle Olimpiadi del 1924 dal centometrista Harold Abrahams.  I nipoti di Foster, forti del sapere acquisito dal nonno, nel 1958 fondano una azienda affiliata che chiameranno Reebok, dal nome di una antilope africana. Dopo avere esposto nel 1979 al Chicago International Sneaker Trade Show, Reebok viene notata da Paul Fireman che ne acquisisce la licenza di distribuzione per gli Stati Uniti. Da quel momento in poi si susseguono i risultati positivi del brand che riceve consensi per la sua inventiva. Esso apporta sostanzialmente innovazioni quali la Reebok Freestyle, una scarpa da fitness al femminile, la Reebok Pump, la scarpa con la pompa sulla linguetta che si adatta alla forma del tuo piede e ancora la Reebok Ventilator da basket con pannelli laterali per la traspirabilità.  In un secondo momento il brand punta alla contaminazione sport e musica con la creazione della S.Carter, scarpa di Jay Z e della linea G-Unit per 50 Cent, altra mossa azzeccata che ha dato molto hype al brand. Il successo di Reebok ha dei risultati talmente interessanti da fare in modo che adidas acquisti il brand nel 2005, mantenendo separate le due aziende. Questo significa in concreto che Reebok lascerà perdere progressivamente gli altri sport per focalizzarsi sempre più sul fitness, lasciando che adidas segua il resto. Malgrado ciò, l’heritage di Reebok è un fattore rilevante ed è proprio per questo che non si è lasciata sfuggire l’opportunità di collaborare con Palace Skateboards nel 2013 per delle edizioni limitate di Workout e Freestyle. Reebok ha raggiunto risultati eccelsi con la forza del suo prodotto, senza mai strafare con i piani marketing ma ponderando ogni sua mossa. É per questo che chi l’ha portata all’epoca e ne conosce il suo livello di qualità, la porta tuttora sempre con orgoglio.

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